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Friedrich Wilhelm Joseph Schelling

 


Friedrich Wilhelm Joseph Schelling 


Friedrich Wilhelm Joseph Schelling nacque nel 1775 a Leonberg, in Germania, ed è considerato uno dei principali rappresentanti dell’idealismo tedesco, insieme a Fichte e Hegel. Studiò a Tubinga e fu compagno di studi proprio di Hegel e del poeta Hölderlin. Inizialmente influenzato da Fichte, se ne distaccò perché considerava la sua filosofia troppo soggettiva, cioè incentrata solo sull’Io e sull’attività spirituale dell’uomo. Schelling, invece, cercò di superare questa visione, sostenendo che natura e spirito sono due aspetti della stessa realtà assoluta.


Per Schelling, la natura non è qualcosa di materiale e inferiore, come pensavano molti filosofi precedenti, ma è “spirito visibile”, cioè una manifestazione dell’assoluto. Allo stesso tempo, lo spirito è “natura invisibile”. In altre parole, natura e spirito sono un’unica realtà che si esprime in modi diversi. Questa è la base della sua Filosofia della natura, in cui la natura viene vista come un processo dinamico, animato da una forza creativa interna. Non è qualcosa di statico, ma tende spontaneamente a evolversi fino a raggiungere l’autocoscienza nell’uomo.


Dopo aver elaborato la filosofia della natura, Schelling sviluppò la teoria dell’idealismo trascendentale, cercando di integrare natura e coscienza umana. Arrivò alla conclusione che solo attraverso l’arte è possibile cogliere pienamente l’assoluto. L’opera artistica, infatti, unisce consapevolmente ciò che la natura crea in modo inconscio e ciò che lo spirito realizza intenzionalmente. Per questo Schelling considerava l’arte superiore persino alla filosofia: è il modo più completo per esprimere l’assoluto.


Negli anni centrali della sua vita, si avvicinò anche alla religione e al misticismo, affermando che l’assoluto non può essere spiegato solo razionalmente. Per lui, la realtà è composta da luci e ombre, bene e male, e l’uomo ha il compito di conciliare questi contrasti.


La sua filosofia influenzò molto il Romanticismo e anche la futura evoluzione della filosofia idealista. Col tempo, però, venne oscurato dalla fama di Hegel, che verrà considerato il culmine dell’idealismo tedesco. Nonostante ciò, Schelling rimane importante proprio per aver attribuito un valore profondo alla natura e per aver valorizzato l’arte come forma suprema di conoscenza.


Morì nel 1854 a Bad Ragaz.







Schelling (1775-1854) è un filosofo idealista tedesco. Rifiuta l’idealismo soggettivo di Fichte e sostiene che natura e spirito sono due manifestazioni della stessa realtà assoluta. Sviluppa la filosofia della natura, vedendola come un processo dinamico che tende allo spirito. Ritiene che l’arte sia la forma più alta di conoscenza, capace di cogliere l’assoluto meglio della filosofia. Le sue idee influenzano il Romanticismo e anticipano l’evoluzione dell’idealismo in Hegel.


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